Arabic Castellano Catalan Croatian English French Hindi (pdf) SerbianAlle
donne legislatrici della Coalizione dei Consenzienti
12
maggio 2004 NÉ
SANGUE NÉ STUPRO PER IL PETROLIO
Pronunciatevi
sullo stupro e altre torture sessuali di donne e bambine per mano delle
forze armate degli Stati Uniti, del Regno Unito o dei loro agenti in
Iraq e Afghanistan di
Black Women’s Rape Action Project (Progetto d’Azione Contro lo
Stupro delle Donne Nere) e Women Against Rape (Donne Contro lo Stupro) Scriviamo
a voi, donne legislatrici nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Il fatto che ora ci sono molte più donne nel Congresso americano
e nel Parlamento britannico è dovuto a un grandissimo movimento di
donne nel corso dei decenni in ogni zona del pianeta.
A nome di tutte le donne il cui movimento ha contribuito a
mettervi dove siete, vi chiediamo la trasparenza nella crisi attuale di
guerra, occupazione, crimini di guerra e tortura, tra cui lo stupro, di
cui entrambi i vostri governi sono complici 1.
Lo strupro e altre torture di donne e ragazze è per la maggior parte
nascosto Sui
nostri schermi e in tutti i media sono esplose le informazioni sulle
umiliazioni sessuali, la tortura e l’assassinio dei prigionieri in
Iraq e l’assassinio di civili, tra cui bambini, nelle strade e nelle
loro case. Si fanno domande
anche sull’Afghanistan. Però,
mentre lo stupro degli uomini (e sempre più anche dei bambini) sta
incominciando a essere riconosciuto, lo stupro delle donne e delle
ragazze è stato inizialmente liquidato come “un soldato ha avuto
rapporti sessuali con una prigioniera”. La
verità sta ora venendo fuori. Le
donne irachene ci hanno detto che le donne sono in prigione per essere
interrogate e torturate perché rivelino informazioni sugli uomini loro
parenti. Per le donne la
tortura comincia quasi sempre con la tortura dello stupor, spesso stupro
da più uomini. Un reporter
americano ha detto che “Il mese scorso le prigioniere ad Abu Ghraib
hanno fatto uscire dei volantini sostenendo di essere state stuprate.”
(Anne Garrels, National Public Radio, 4 maggio 2004). Una donna dell’Università di Baghad che lavora per Amnesty
International ha descritto gli abusi sessuali a cui è stata
personalmente sottoposta a un posto di blocco e quello che ha saputo da
altre donne. “Mi ha
puntato la luce laser direttamente in mezzo al petto e poi ha indicato
il suo pene. Mi ha detto ‘Vieni qua, puttana, che ti scopo.”…
Secondo la Prof. Huda
Shaker parecchie donne nella prigione di Abu Ghraib sono state
soggette ad abusi sessuali, compresa una che è stata violentata da un
poliziotto militare americano e che è rimasta incinta.”
(Londra Guardian 12 May 2004).
Altre fonti confermano tutto questo. Le
orrende condizioni di prigionie a cui le donne sono sottoposte sono
state citate come un dato secondario.
Il ministro iracheno per i diritti umani, Abdel Bassat Turki, che
ha dato le dimissioni un mese fa, ha dichiarato di aver parlato del
trattamento delle donne ad Abu Ghraib con l’amministratore capo
americano Paul Bremer nel novembre scorso.
“Venivano loro negate le cure mediche. Non avevano veri gabinetti.
Ricevevano solo una coperta anche se era inverno.
E le loro famiglie non potevano visitarle.”
(Londra Guardian 10 May 2004) Il
rapporto del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) quasi non
cita le donne, e i loro reporter intervistano solo uomini.
(Non è stato neache riportato che l’ICRC racconta di
ribellioni contro le condizioni in prigione e che degli Iracheni sono
stati uccisi.) +
Perché questi
attacchi contro le donne sono per la maggior parte invisibili? +
Voi o qualcun
altro ha fatto delle domande su tutto questo?
+
Quanti uomini faranno delle domande se le donne non le fanno?+
Se avete fatto delle domande, che risposte avete ricevuto?
+
Perché queste domande e queste risposte non sono
ancora note al pubblico? 2. La maggior parte delle donne e delle ragazze non può parlare Organizzazioni
come Black Women’s Rape Action Project e Women Against Rape che da
decenni esigono giustizia e protezione per le donne e che lavorano con
richiedenti asilo politico di tutto il mondo che sono fuggite allo
stupro, sanno benissimo che la maggior parte delle donne che
sopravvivono allo stupro in qualsiasi parte del mondo, trovano che è
quasi impossibile parlare delle loro vicissitudini.
Si sentono umiliate e si vergognano, specialmente perché la
società e la giustizia criminale di solito accusano le donne per quello
che è loro successo. Sia
nel Regno Unito che negli Stati Uniti le donne spesso definiscono il
processo di chi le ha attaccate “un secondo stupro”, perché è lo
stato mentale e la storia sessuale della donna a essere esaminata
pubblicamente per distruggere la sua credibilità e mandare libero lo
stupratore. In altri paesi
l’ostilità nei confronti della vittima può essere ancora più
estrema. Le donne che
sopravvivono allo stupro possono non essere più maritabili,
ostracizzate e perfino uccise. Abbiamo
letto che bambine di appena nove anni che erano state stuprate sotto
Saddam Hussein si vedevano rifiutare le cure ospedaliere e che questa
pratica continua sotto l’occupazione. Un
avvocato iracheno ha detto che la sua cliente, un’ex-prigioniera di
Abu Ghraib, “svenne prima di fornire maggiori dettagli dello stupro
e delle coltellate subite da parte dei soldati americani.
Cinque ex-detenute hanno dichiarato al loro avvocato che sono
state picchiate. Ma non hanno detto di essere state stuprate. “Si
vergognavano moltissimo.” “Dicono, ‘Non ve lo possiamo dire. Abbiamo famiglia. Non
possiamo parlare di quello che è successo’” (Los Angeles
Times, 12 May 2004) . “Una mia collega è stata arrestata e
portata [ad Abu Ghraib]. Quando,
dopo che venne rilasciata, gli chiesi che cosa era successo, si mise a
piangere. È molto difficile parlare dello stupro. Ma penso che sia successo.” La Prof. Huda ha dichiarato che la donna rimasta incinta come
risultato dello stupro da parte di un soldato americano adesso è
scomparsa e può essere stata uccisa.
“Quando sono
andata a casa sua… i vicini mi hanno detto che lei e la sua famiglia
avevano cambiato casa..” (Londra
Guardian 10 May 2004). È
comodissimo per le truppe che le donne e le ragazze che stuprano siano
troppo vulnerabili per dire la verità. 3.
Le foto delle torture alle donne non sono finite in prima pagina. Dato che le donne e le ragazze che
sopravvivono agli stupri rischiano di essere ostracizzate e perfino
uccise, noi dobbiamo proteggere il loro anonimato.
Però, a meno che non ci siano prove fotografiche che documentano
gli stupri, le autorità non sembrano voler riconoscere quello che
succeed. Non ci sono state
dichiarazioni o scuse per stupri e altre torture di donne e ragazze.
Alleghiamo
delle foto che ci sono state spedite di donne stuprate da dei soldati,
che sono già apparse in alcuni siti web.
Abbiamo celato l’identità delle donne per non imbarazzarle e
non circoleremo le foto dove le donne sono identificabili.
Non possiamo verificare l’autenticità di queste foto, ma è
chiaro da tutte le altre informazioni
attualmente in circolazione che questi o simili casi di stupro sono
successi. Abbiamo sentito
che migliaia di foto come queste circolano come carte per il baseball
tra le truppe e vengono perfino usate come salvaschermi per i computer.
È stata citata una dichiarazione del Pentagono secondo cui sanno
che esistono almeno due CD di foto contenenti parecchie centinaia di
immagini di truppe americane “che abusano” di prigionieri,
tra cui “un prigioniero iracheno picchiato fino a farlo svenire,
atti sessuali con una prigioniera, e festeggiamenti sopra un cadavere.”
(Londra Guardian 10 May 2004). Che
lo stupro e la tortura sessuale vengano usati come pornografia non è
cosa nuova. Women Against Rape (WAR) ha dichiarato che in Gran Bretagna
in tempi “normali” foto e dichiarazioni di testimony dove la vittima
descrive il suo stupro vengono spesso fatte circolare per il loro valore
pornografico nelle prigioni da uomini condannati per stupro oltre che
tra la polizia. 4.
Vogliamo sapere Vogliamo
sapere che cosa sta succedendo da donne e ragazze in Iraq, in prigione e
fuori, per mano delle truppe britanniche e americane, a cominciare dalle
donne già citate. Vogliamo sapere che cosa sta succedendo alle donne in
Afghanistan per mano delle forze occupanti.
Sappiamo che molti dei casi di brutalità e di assassini possono
essere stati opera o per ordine della CIA e degli appaltatori militari
privati – un eufemismo per mercenari.
Vogliamo sapere chi sono i mercenari colpevoli di qualsiasi di
questi crimini contro donne e bambini e quanto sono stati pagati per
perpetrare e/o presiedere a queste atrocità. Nonostante
dei precedenti contrari a livello internazionale, è commune per gli
Stati Uniti e il Regno Unito di non considerare lo stupro da parte di
agenti dello Stato come tortura e quindi non come terreno legale per
chiedere asilo politico. Di
conseguenza, alle donne viene costantemente negata la protezione
internazionale a cui hanno diritto.
Per esempio, nel Regno Unito, la domanda di asilo politico da
parte di una madre di cinqua figli che era fuggita dall’Uganda dopo
esser stata stuprata dai soldati che l’interrogavano, venne
ripetutamente rifiutata dalle autorità.
La loro posizione era che lo stupro era semplicemente “gratificazione
sessuale” e “un
semplice, orribile atto di lussuria”, non tortura o persecuzione.
Solo quando decise di rinunciare all’anonimato in modo da poter
render pubblico il suo caso, e dopo che invitammo delle donne importanti
ad appoggiarla, la donna vines alla fine il diritto all’asilo politico
nel 2003. Lo
stupro non avviene solo durante le guerre, ma tutti riconoscono che in
guerra lo stupro è inevitabile. Per
fare le guerra gli uomini, e ora anche le donne (dato che siamo state
spinte a somigliare di più agli uomini come unica strada per
l’uguaglianza), vengono addestrati a uccidere.
Una volta che uccidere è accettabile, lo stupro non rappresenta
certo un grande problema morale. E
durante un periodo di macelli di massa, è ancora più improbabile che
lo stupro venga preso sul serio. Quando
le vittime irachene vengono trattate come irrilevanti come è successo (il
conteggio dei cadaveri si fa solo per le truppe americane e britanniche
non per i militari o perfino i civili iracheni o afghani), non ci si
aspetta anche che liquidiamo o ignoriamo lo stupro e le altre torture su
Iracheni o Afghani? +
Perciò perché
lo stupro delle donne e dei bambini viene adesso trattato come un
sorprendente risultato della guerra?
+
Perché nel dibattito in parlamento se andare o no in
Guerra non vennero poste domande sullo stupro?
Il
Ministro della Difesa Geoff Hoon, commentando le fotografie sulle
torture da parte di truppe americane e britanniche, ha dichiarato: “Non
vedo che queste siano torture: si tratta di abusi.
Non vedo nessuna prova di tortura sistematica durante gli
interrogatori.” (Londra Guardian 7 maggio).
Donald Rumsfeld ha dichiarato pubblicamente che le foto e i video
che ritraggono le atrocità peggiori devono ancora essere rese pubbliche;
vi sono voci che contengano scene di stupri di donne e bambini. +
Come verranno
considerati questi stupri se quello che abbiamo visto fino ad ora non
viene considerato tortura?
+
Che piano avete per trattare le maggiori informazioni
sullo stupro che sono destinate ad emeregere?
+
Li condonerete come ha fatto Ann Clwyd, l’inviata
speciale del governo britannico per i diritti umani, che inizialmene ha
dichiarato che la situazione non è così brutta in confronto a quello
che aveva fatto Saddam Hussein? Adesso
dichiara che non le è mai stato mostrato il rapporto del Comitato
Internazionale della Croce Rossa. Darà
le dimissioni? 5.
Lo stupro di donne soldato e all’interno delle famiglie dei
militari +
Quali sono le
implicazioni per le famiglie degli ufficiali, dei soldati e dei
mercenari che vengono addestrati a stuprare, assassinare e torturare
impunemente in questo modo?
+
Quanto spesso
devono subire stupri e altre violenze per mano di questi stessi uomini? +
Quanto spesso
ottengono giustizia? Gli
effetti dell’addestramento militare e della guerra sulle donne soldato
e le famiglie dei militari viene trattato in una lunga lettera della
nostra collega, l’ex-capitano di aviazione Reverendo Dorothy Mackey.
Il Reverendo Mackey venne lei stessa stuprata all’interno
dell’esercito americano ed è in contatto con molte altre donne (e
alcuni uomini) sopravvissute a tale violenza o all’interno
dell’esercito o come mogli di militari. Mackey chiarisce che lo stupro delle donne all’interno
dell’esercito viene condonato dalla gerarchia militare.
Lo stupro delle donne da parte di soldati viene trattato come una
componente della paga dei soldati, un costo non per i governi ma per le
donne. Alleghiamo degli
estratti della denuncia del Reverendo Mackey. Una documentazione più completa è disponibile su richiesta.
Il Reverendo Mackey ci ha passato l’assurdo sistema del
“conteggio di McDowell”, usato dai militari negli Stati Uniti per
valutare la veracità delle accuse di stupro.
Dato che le indagini le fanno su se stessi e non devono renderne
conto a nessuno, i militari impiegano tutti i pregiudizi contro le donne
per liquidare le vittime come bugiarde. Sentiamo
adesso che 100 donne soldato americane dichiarano di essere state
stuprate dai loro colleghi mentre prestavano servizio in Iraq. +
Queste o simili misure sessiste verranno usate per
“sfoltire” le donne che riescono a presentare accuse di stupro in
Iraq o Afghanistan? +
Che cosa farete per garantire che questi casi siano indagati da gente
veramente indipendente dalle autorità che vengono accusate di queste
violenze? 6.
Esigiamo trasparenza dalle donne nel Congresso americano e nel
Parlamento britannico Non
accettiamo che le autorità semplicemente “si girino dall’altra
parte”. Ci sono prove
sempre maggiori che gli ordini di torturare, tra cui perpetrare stupri,
ebbero origini ai livelli più alti.
Né accettiamo che il governo britannico non è responsabile per
le azioni delle truppe americane e viceversa.
Coalizione dei Consenzienti deve voler dire responsabilità
comune. +
Perché sono
apparentemente le donne soldate che hanno preso parte alle atrocità che
conosciamo tutti le prime a essere nominate e denunciate ? + Perché
nessuno in posizione di potere ha dato le dimissioni?
+
Chiederete che lo
facciano ora e che vengano denunciati?
Sulla
questione dello stupro di donne e bambini che ha avuto luogo come
diretto risultato della uerra e dell’occupazione perpetrate dai vostri
governi in Iraq e Afghnistan, chiediamo, invitiamo, anzi esigiamo, che
le donne del Congresso e del Parlamento siano responsabili nei confronti
delle donne in generale. Abbiamo bisogno di tutte le informazioni e abbiamo bisogno di
sapere che cosa proponete di fare su questa questione, a livello
individuale e collettivo. Dobbiamo
dire che anche in tempi “normali” le forze della legge e
dell’ordine hanno sempre trovato il modo di proteggere gli
stupratori. Nel
Regno Unito, Ian Huntley, l’assassino di Soham, condannato nel 2003,
era stato denunciato nove volte per stupro e violenze sessuali nel
corso di anni prima di uccidere le due bambine Holly Chapman e Jessica
Wells. Questo è tipico
del sessismo del sistema della giustizia criminale quando tratta di
stupro. A livello nazionale solo il 5% dei casi registrati di
violenza domestica e meno del 6% degli stupri riportati finisce con
una condanna. L’incompetenza
e la noncurenza permeano la raccolta delle prove (a cominciare dalla
dichiarazione che la donna rilascia alla polizia), e la decisione se
si procede o no con la denuncia.
In tribunale, nel 23% dei casi che ci arrivano, la donna o la
ragazza viene “posta sotto processo”, e viene lasciata indifesa
dalla pubblica accusa e dal giudice.
Le vittime che sono nere, immigrate, di origini operaie, madri
single, bambine, donne anziane, lesbiche, con disabilità o una storia
di salute mentale, che vengono attaccate dai loro uomini o dai loro
ex, sono lavoratrici del sesso o hanno precedenti penali, hanno ancor
meno possibilità di ottenere giustizia o protezione, specialmente se
chi le ha attaccate ha uno status sociale superiore.
È notoriamente difficile ottenere che la polizia indaghi e il
Crown Prosecution Service (che decide se ci sono prove sufficienti per
denunciare o no) denunci lo stupro e l’abuso sessuale da parte di
funzionari di polizia, soldati e guardie di prigione, anche quando la
vittima è una donna poliziotto.
Siamo in grado di documentare tutto questo dai nostri
archivi.
Emails:
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