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il manifesto - 14 Giugno 2004 GUERRA pagina 08 indice guerra Abu Ghraib, marchio indelebile per le donne Torturate e stuprate nel carcere americano, ma tacciono nel timore di dover pagare anche l'onore perduto GIULIANA SGRENA "Lo scorso mese prigioniere del carcere di Abu Ghraib avevano fatto uscire dalla prigione dei volantini in cui denunciavano di essere state stuprate" (National public radio, 4 maggio 2004). Una donna dell'universit` di Baghdad, che lavora per Amnesty international, ha descritto l'abuso sessuale da lei subito a un posto di blocco: un soldato americano "mi ha puntato il laser al centro del petto e poi ha puntato il suo pene. E mi ha detto: vieni qui cagna, che ti scopo"... Secondo la professoressa Huda Shaker "molte donne hanno subito violenze sessuali nel carcere di Abu Ghraib, compresa una ragazza che h stata stuprata da un americano della polizia militare ed h rimasta incinta" (The Guardian, 12 maggio 2004). Anche l'ex ministro dei diritti umani iracheno, dimessosi in maggio, Abdel Bassat Turki, aveva denunciato il trattamento delle donne nel famigerato carcere: "Sono state negate loro cure mediche. Non hanno toilet adatte. E' stata fornita loro una sola coperta, anche d'inverno. E le loro famiglie non hanno avuto il permesso di visitarle" (The Guardian, 12 maggio 2004). Il ministro non ha menzionato le violenze sessuali, forse per pudore. Tra le molte immagini diffuse sulle torture nel carcere di Abu Ghraib non si vedono mai detenute e degli abusi da loro subiti non si parla, o quasi. E non a caso. Innanzitutto h una vergogna aver subito violenze sessuali e poi si temono le conseguenze: per lavare l'onta le famiglie potrebbero anche ucciderle. L'avvocato di cinque detenute racconta che le donne gli hanno detto di essere state picchiate, ma non di essere state stuprate. "Avevano vergogna. Dicevano: non possiamo dirglielo. Abbiamo famiglia. Non possiamo raccontare cosa h successo" (Los Angeles times, 12 maggio 2004). E la ragazza che era rimasta incinta ora h scomparsa. Huda Shaker h andata a cercarla a casa sua, "ma i vicini hanno detto che la famiglia era andata via". E ci sono forti dubbi che la ragazza sia ancora viva. Il rischio che ragazze o donne stuprate no Per subire minacce e ricatti non h nemmeno necessario che il fatto sia accaduto, basta il semplice sospetto. Che ricadr` anche sulle figlie. E' quanto teme una ragazza la cui madre e la zia sono richiuse ad Abu Ghraib. Sconosciuti hanno cominciato a infilare sotto la porta di casa sua giornali e foto false, tratte da riviste e siti pornografici, ma chi ci creder` che non sono vere? Poco importa se il colonnello Barry Johnson, portavoce del generale incaricato delle carceri, ha negato che le cinque donne ancora detenute - tre ad Abu Ghraib e due in altri luoghi - non hanno subito abusi. Chi pur credergli?(e in questo caso a ragione). Anche perchi le donne, sebbene siano detenute in luogo separato dai maschi, si trovano proprio nel famoso blocco 1A, dove sono state scattate la maggior parte delle raccapriccianti foto delle torture. "Con le foto e i Cd che sono circolati h quasi irrilevante se sono state violentate o meno", sostiene Manal Omar, la coordinatrice irachena di Women for women. "Anche prima dello scandalo delle torture, circolavano voci sugli stupri delle donne in prigione. Con o senza le foto dei siti porno, le immagini circolate lo hanno fatto credere. Hanno trasformato le voci in fatti" (Csmonitor, 28 maggio 2004). "Nella nostra cultura, se una donna h stata in prigione, si pensa che sia stata violentata", aggiunge Yanar Mohammed, molto impegnata nella lotta per i diritti delle donne e direttrice del giornale Almosawat (Uguaglianza). A sollevare la questione delle violenze sulle donne nelle carceri irachene e afghane h anche la campagna "Ni sangue, ni stupri per il petrolio" sostenuta da Black women's rape action project (bwrap@dircon.co.uk) e Women against rape (war@womenagainstrape.net). Queste organizzazioni hanno scritto alle deputate dei paesi che fanno parte della coalizione (Stati uniti e Gran bretagna) per chiedere conto dei crimini e delle torture, stupri compresi, di cui si sono resi complici i rispettivi governi. "Non accettiamo che le autorit` possano semplicemente ignorare. C'h una evidenza crescente che gli ordini di torturare, compreso lo stupro, sono venuti dai piy alti comandi. Noi non accettiamo che il governo britannico neghi responsabilit` per le azioni commesse dalle truppe Usa e vice versa. Coalizione significaresponsabilit` comune. Perchi nessuno che occupa posizioni di comando si h dimesso? Lo chiederete ora, in modo che vengano processati?" |